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Come fare la prima fattura elettronica: guida passo passo
Dalla partita IVA appena aperta alla prima fattura consegnata dal Sistema di Interscambio, senza saltare nessun passaggio.
Aggiornata il 7 ottobre 2026. Fonti ufficiali in fondo alla pagina.
I passaggi
- 1
Prepara i tuoi dati
Ragione sociale o nome e cognome, partita IVA, codice fiscale, indirizzo della sede e regime fiscale (ad esempio RF01 ordinario o RF19 forfettario). Sono i dati del “cedente/prestatore” che compaiono su ogni fattura.
- 2
Raccogli i dati del cliente
Per un’impresa o un professionista servono partita IVA, indirizzo e il codice destinatario di 7 caratteri oppure la PEC. Per un privato basta il codice fiscale: come codice destinatario si indica 0000000.
- 3
Compila righe, IVA e pagamento
Descrivi beni o servizi con quantità e prezzo, scegli l’aliquota IVA o, se l’IVA non si applica, la “natura” dell’operazione (ad esempio N2.2 per i forfettari). Aggiungi modalità e scadenza di pagamento.
- 4
Controlla numero e data
La numerazione deve essere progressiva nell’anno. La data è quella in cui fai l’operazione: la fattura immediata va poi trasmessa entro 12 giorni.
- 5
Invia allo SdI e leggi la ricevuta
Il software crea il file XML e lo trasmette al Sistema di Interscambio. Entro pochi giorni arriva una ricevuta: consegna (RC), mancata consegna (MC) o scarto (NS). Solo lo scarto richiede di correggere e reinviare.
Cosa serve prima di iniziare
Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per quasi tutte le partite IVA, compresi i forfettari. Non serve la firma digitale per le fatture tra privati: basta un software (o il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate) che produca il file nel formato FatturaPA e lo trasmetta al Sistema di Interscambio (SdI).
Conviene sistemare due cose una volta sola: registrare il codice destinatario sul portale Fatture e Corrispettivi, così ricevi tutte le fatture dei fornitori nello stesso posto, e aderire al servizio gratuito di conservazione a norma.
Gli errori più comuni della prima fattura
Quasi tutti gli scarti della prima fattura dipendono da pochi dati sbagliati:
- Partita IVA del cliente digitata male o cessata (scarto 00305).
- Codice destinatario inesistente (scarto 00311): meglio 0000000 con la PEC che un codice inventato.
- IVA a zero senza indicare la natura dell’operazione (scarto 00400).
- Data della fattura nel futuro rispetto all’invio (scarto 00403).
Domande frequenti
Posso emettere fatture elettroniche gratis?
Sì. L’Agenzia delle Entrate offre una procedura web gratuita sul portale Fatture e Corrispettivi; in alternativa puoi usare un software con piano gratuito, che di solito aggiunge anagrafiche, numerazione automatica e stati SdI più leggibili.
Serve la firma digitale?
No per le fatture tra imprese e verso privati. La firma digitale è obbligatoria solo per le fatture verso la Pubblica Amministrazione.
Cosa succede se la fattura viene scartata?
Per il Fisco una fattura scartata non è mai stata emessa. Correggi l’errore indicato nella ricevuta e reinviala entro 5 giorni, preferibilmente con lo stesso numero e la stessa data.
Fonti ufficiali
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